Natale, tempo di Juleøl

Ho già scritto del Natale in passato. Quattro anni fa… troppo :-)

Tra le tradizioni più popolari del Natale norvegese ci sono il Lutefisk, il Ribbe, lo skitur — escursione della domenica con sci di fondo nelle foreste —, lo julehandel — shopping natalizio — con annessi mercatini, julemarked, ma soprattutto la Juleøl. Il che mi dà lo spunto per questo articolo.

Juleøl è la birra di Natale. Di solito è una birra abbastanza forte (7-8° e più) aromatizzata con liquirizia, caramello e/o caffé. Nel periodo dell’avvento i negozi di alcolici (Vinmonopolet) si riforniscono adeguatamente di cotal sostanza, anticipando la colossale richiesta del popolo norvegese.

I vari produttori, in maggioranza norvegesi, si sfidano in una battaglia senza esclusione di colpi per agguantare il trofeo di miglior Juleøl dell’anno. Non a caso fioccano gli articoli comparativi sui maggiori quotidiani online e non. Eccone un campione:

Di recente ho avuto l’onore di essere invitato per la prima volta ad un Julebord particolare, in cui ero l’unico “straniero”. Questo gruppo di amici si ritrova all’inizio di Dicembre, da circa 12 anni per una rituale cena con assaggio di Juleøl. La cosa si svolge in modo allegro, gioviale e un po’ goliardico, ma scientifico. Si parte con una lista di juleøl selezionate, si vota dopo ogni assaggio e alla fine della serata ne viene fuori una classifica, anche se l’attendibilità dei giudizi verso fine serata tende a calare drasticamente :-)

Approfitto anche per smentire categoricamente le voci secondo le quali i norvegesi sono “chiusi e noiosi”.

Alcool, un problema sociale?

Premessa un po’ ovvia: parlo per quello che è la mia esperienza a contatto con i Norvegesi. Non ho la pretesa di parlare di tutta la Norvegia.

Appena arrivato in Norvegia, durante uno dei primi pranzi fuori insieme ai colleghi di lavoro, decisi di farmi una birra piccola. Colsi qualche vago segnale, ma ignorai. Il giorno dopo, parlando con un collega, seppi che assumere alcool durante l’orario di lavoro è illegale.

D’altra parte, un giro sui mezzi pubblici di venerdì o sabato sera, almeno ad Oslo, può darvi un’idea di come ci sia un’aria da “libera uscita”. È considerato normale assumere birra o altro fino a essere “fylt”, cioé sdraiati, anche in pubblico. Sarebbe illegale, ma la polizia applica le regole con tolleranza e buon senso.

Detto questo, secondo me il norvegese è estremamente cosciente del fatto che il consumo eccessivo di alcool sia un problema sociale.

Spesso sulla stampa si possono leggere articoli che spingono a riflettere su modalità e quantità di consumo di alcool, specie durante le festività. Questo ha colpito la mia attenzione più degli altri: Ødelagt jul, sul quotidiano Aftenposten.

Ødelagt jul, un Natale rovinato

Articolo su Aftenposten che mette in guardia sui pericoli del consumo eccessivo di alcool durante il periodo natalizio

Ci sono molti bambini per i quali Natale è un periodo orribile, che hanno imparato a collegare il Natale con l’alcool, sostiene la giornalista.

Il consumo di alcool aumenta notevolmente durante il periodo di Natale e così gli adulti, anche senza rendersene conto, assumono comportamenti inopportuni e destabilizzanti nei confronti dei bambini. Il SIRUS — Statens Institutt for Rusmiddelforskning, Istituto Statale per la ricerca su alcool e stupefacenti — pubblica statistiche dettagliate, accessibili al sito www.sirus.no (anche in inglese). Tali ricerche mostrano che circa duecentomila bambini all’anno chiedono aiuto ai servizi di aiuto telefonico, e il periodo più a rischio in questo senso e quello dell’avvento.

La giornalista conclude: pensiamoci due volte prima di acquistare alcool per Natale, perché forse non è necessario bere per divertirsi e kose seg selv (espressione un po’ intraducibile, ma diciamo “stare bene”). Cosa penseranno i vostri bambini del Natale se lo associano regolarmente ad adulti ubriachi? Questo Natale, pensate ai vostri bambini.

La cosa estremamente interessante di tutto questo, a parte la riflessione che ciascuno può fare, è che la “giornalista” in questione è una ragazza di 16 anni.

Articolo originale: http://www.aftenposten.no/meninger/sid/Odelagt-jul-7068971.html

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