Un po’ di relax dopo le vacanze stressanti

Così siamo stati “in vacanza” in Italia per circa 3 settimane. I nonni si sono divertiti con i nipotini. I bambini si sono divertiti con i nonni. Mamma e papà sono stati coccolati dai nonni con tutte le italiche bontà culinarie.

Abbiamo trascorso queste 3 settimane cercando di incastrare nel calendario quanti più incontri possibile con amici e parenti. Questo è l’unico aspetto un po’ stressante di una vacanza veramente bella e stavolta senza grossi inconvenienti.

Il giorno dopo essere arrivati in Italia, sono andato a fare la domanda per farmi rilasciare un nuovo passaporto, questa volta a lettura ottica, o cosiddetto “elettronico”, visto che a breve andrò negli Stati Uniti. Alla fine, dopo un paio di settimane, il passaporto l’ho avuto, ma l’esperienza mi ha subito riportato alla realtà della burocrazia italiana.

Il punto era che, avendo figli minori, avevo bisogno della firma di mia moglie sulla domanda di rilascio del passaporto. Quindi in pratica mi è toccato ritornare a casa per far firmare mia moglie, anche se la sua firma era già presente sul vecchio passaporto ancora valido ancora per 9 anni a seguire. Tant’è, la legge prevede questo e il poliziotto non ha voluto sentire ragioni. Anche se questo mi ha fatto incazzare un po’, è giusto che sia così.

Burocrazia a parte, altre differenze subito notate dopo 1 anno in cui siamo stati lontani dall’Italia:

  • Scesi dall’aereo, sembrava di essere entrati in sauna, invece erano solo i 28°C (con 90% di umidità) della serata veneziana… Il clima estivo norvegese è una benedizione. Parlando di benedizioni…
  • Dio benedica la “presa tedesca”. In Norvegia, non ci sono problemi di prese diverse, adattatori, ecc… tutto va dappertutto, e onestamente, tornare ad avere questo tipo di problemi sa un po’ di 1800. Essendo nel 2010…
  • Non usare l’automobile quotidianamente ha una quantità di effetti benefici sul corpo e sulla mente che non puo’ immaginare chi non ne è stato privo per un po’. In Italia ci è toccato usarla tutti i giorni per quasi qualsiasi cosa. Paradossalmente, senza auto ci si sente più liberi. Sembra strano, ma è così!
  • Ho notato in me una forte intolleranza per quei piccoli inconvenienti e piccoli soprusi quotidiani. Cose come i cestini della spazzatura debordanti e lasciati in quello stato per giorni e giorni. Oppure i rifiuti abbandonati nei parchi (certo, se i cestini sono pieni??)
  • Nei negozi, quando pagavo con il bancomat, le cassiere mi guardavano sempre male perché io mi tenevo in mano la carta aspettando che loro mi dessero il terminale, come si fa in Norvegia. In Italia invece ti guardano con l’occhio superbo di chi custodisce un macchinario prezioso e intoccabile che tu plebeo vorresti toccare e pretendere anche di saper usare da solo? Ah… va be’ scusate.
  • Passeggiando per strada, si ha l’impressione, confermata anche da mia moglie, di stare “spiando” la gente che passa, per il solo fatto di capire cosa si stanno dicendo. In Norvegia, o in qualsiasi altro posto straniero di cui non si capisce la lingua, si forma una specie di “bolla” in cui tu sei rinchiuso, impermeabile agli altri e a te stesso. Stando in Italia, questa bolla non si percepisce più, e ci si sente stranamente partecipi delle discussioni altrui. Strana sensazione… :)
  • Probabilmente altre cose che ora non ricordo…

È stato un po’ difficile per i bimbi abituarsi all’idea di essere in un posto nuovo, ma hanno superato il trauma :). Andrea (3 anni) ha capito che “abbiamo una casa in Norvegia” e in Italia.

Interessantissimo il primo incontro di Giulia ma soprattutto di Andrea con alcuni bambini italiani in un giardinetto con dei giochi e delle caprette. Abbiamo osservato Andrea da lontano, per non interferire. Lui ha trovato strano capire esattamente cosa gli altri bambini dicessero, ed è rimasto un po’ disorientato all’ inizio. Dopo qualche minuto pero’ si è lasciato andare, ed ha subito socializzato.

Ora, tornati in Norvegia, si sta presentando il problema contrario. All’asilo Andrea non parla più il norvegese, ma l’italiano. Sarà sicuramente un effetto temporaneo. Credo che in un paio di settimane, tornerà alla normalità.

Noi siamo già tornati alla normalità, si è tornati a lavorare (per me) e al solito tran tran familiare per la mamma, a parte che qui fa già freddino… 10-15°C, contro i 30-35°C da cui siamo partiti…

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Comments

  1. I nonni sono stati felici di avervi qui e sono sempre disponibili per qualsiasi cosa abbisognasse, per gli inconvenienti purtroppo bisogna sperare nella educazione della gente che, di questi tempi latita… Per fortuna che non ci si abitua mai alla strafottenza o scortesia! :-D

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  2. per quanto riguarda la tedesca… anche qui in spagna generalmente tutte le prese entrano ovunque, noi in casa abbiamo solo shuko…
    PS: evviva i mezzi pubblici, no allo schiavismo dell’auto!!! ;-)

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